Chi SiamoDove SiamoCosa OffriamoGaranzieBancheComunicazioneOrgani SocialiStatuto
News
 

Lo Statuto

 

Lo Statuto

 
Statuto

 

STATUTO

CONFIDI IMPRESE TOSCANE Società cooperativa 

in sigla CONFIDI TOSCANA Soc. Coop.

 

TITOLO I

Denominazione - Sede - Durata - Scopo - Oggetto

 

Articolo 1) - Denominazione

1.1. E' costituito un Confidi sottoforma di società cooperativa per azioni denominato "CONFIDI IMPRESE TOSCANE - Società cooperativa di garanzia collettiva dei fidi" ed è vigilato dalla Banca d'Italia. La Società può anche essere più brevemente denominata "CONFIDI TOSCANA - Soc.Coop."

 

Articolo 2)  - Sede

2.1.    La Società ha sede nel comune di Firenze.

2.2.    Il Consiglio di amministrazione ha facoltà di istituire e sopprimere, uffici e sedi operative, sedi secondarie in Italia, nonchè di trasferire la sede sociale nell'ambito del Comune sopra indicato.

 

Articolo 3) - Durata

3.1.    La Società ha durata sino al 31 dicembre 2050; la durata può essere prorogata, o la Società anticipatamente sciolta, con deliberazione dell'Assemblea straordinaria dei Soci. .

 

Articolo 4) - Scopo e oggetto

4.1.    La Società ha scopo mutualistico e ha per oggetto l'attività di garanzia collettiva dei fidi e i servizi ad essa connessi o strumentali, in via esclusiva e nel rispetto  delle riserve di attività previste dalla legge.

4.2.    In particolare la Società con l'utilizzazione di risorse provenienti dai soci, dagli enti sostenitori e da terzi, nei limiti previsti dalla legge e dal presente statuto, presta in via mutualistica e imprenditoriale garanzie volte a favorire il finanziamento delle imprese socie da parte delle banche e degli altri soggetti operanti nel settore finanziario ed effettua inoltre tutti i servizi connessi o strumentali a questa attività.

4.3.    Nell'esercizio dell'attività di garanzia collettiva dei fidi la Società può prestare garanzie personali e reali, concludere contratti volti a realizzare il trasferimento del rischio e utilizzare in funzione di garanzia depositi indisponibili costituiti presso i finanziatori delle imprese socie. La società, inoltre, negozia e conclude con banche, aziende di credito e intermediari finanziari (di seguito indicati "ente finanziatore") apposite convenzioni, finalizzate a consentire ai soci l'erogazione di finanziamenti assistiti da garanzie del Confidi.

4.4.    La Società può svolgere le attività di cui ai precedenti commi anche a favore dei confidi soci e delle imprese consorziate o socie di questi ultimi.

4.5.    La Società, fermo l'esercizio in via prevalente dell'attività di garanzia collettiva dei fidi, può altresì svolgere nel rispetto delle disposizioni di legge e di Vigilanza, in via residuale, le attività riservate agli altri intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia anche con terzi, pur rimanendo una cooperativa a mutualità prevalente.

4.6.    La Società può partecipare a fondi di garanzia, anche interconsortili, a gruppi cooperativi paritetici ed ad altre imprese purchè non risulti sostanzialmente modificato il presente oggetto sociale. La Società può, altresì compiere ogni atto e concludere operazioni di qualsiasi genere inerenti alla realizzazione dell'oggetto sociale.

 

 

TITOLO II

Soci

Articolo 5) - Requisiti e numero dei soci

5.1.    I soci non possono essere meno di nove. Possono essere ammessi come soci:

a)       le piccole e medie imprese;

b)       i confidi

5.2.    Si considerano piccole e medie le imprese che soddisfano i requisiti indicati nella disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese determinati dai relativi decreti del Ministero delle attività produttive.

5.3.    Alla Società possono partecipare anche imprese di maggiori dimensioni rientranti nei limiti dimensionali indicati dall'Unione Europea ai fini degli interventi della Banca Europea degli Investimenti (BEI) a favore delle piccole e medie imprese, purché complessivamente non rappresentino più di un sesto della totalità delle imprese socie.

5.4.    I soci titolari di partecipazioni rilevanti e cioè oltre le soglie tempo per tempo stabilite dalle Autorità competenti devono possedere i requisiti di onorabilità di cui all'art.108 del Testo Unico Bancario.

Articolo 6) - Enti sostenitori

6.1.    La Società può accettare contributi e garanzie, purché non finalizzati a singole operazioni, da parte di enti pubblici e privati e dalle imprese di maggiori dimensioni che, non potendo essere soci ai sensi dell'art.5, intendono sostenere l'attività sociale.

6.2.    Gli enti di cui al comma 6.1 non divengono soci e non possono fruire delle attività sociali, salvo quanto previsto al successivo art.18.

Articolo 7) - Ammissione dei soci

7.1.    Chi intende essere ammesso come socio deve farne domanda scritta alla Società. Il richiedente deve dichiarare di possedere i requisiti di cui al precedente art.5 e di accettare senza riserve o condizioni sia le disposizioni del presente statuto e dei regolamenti sia le deliberazioni degli organi sociali.

7.2.    Sulla domanda di ammissione delibera il Consiglio di amministrazione che, in caso di accoglimento, comunica la deliberazione all'interessato e provvede alla relativa annotazione nel libro dei soci.

7.3.    Nel caso di rigetto della domanda, il Consiglio di amministrazione deve, entro sessanta giorni dalla deliberazione, darne comunicazione al richiedente, il quale, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può chiedere che sull'ammissione si pronunci l'Assemblea dei soci. L'Assemblea dei soci delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della prima riunione successiva all'istanza del richiedente.

7.4.    Il Consiglio di amministrazione prevede un numero minimo di azioni da sottoscrivere da parte del nuovo socio. Il socio è tenuto all'immediato pagamento delle azioni sottoscritte. E' tenuto, inoltre, al versamento del sovrapprezzo eventualmente dovuto.

7.5.    ll domicilio dei soci per quel che concerne i rapporti con la Società è quello risultante dal libro soci. Il socio ha l'onere di comunicare ogni variazione di domicilio.

Articolo 8) - Obblighi dei soci

8.1.    I soci sono obbligati:

(i)       a versare l'importo delle azioni sottoscritte, il sovrapprezzo eventualmente determinato in precedenza dall'assemblea in sede di approvazione del bilancio, e il contributo annuo a copertura delle spese di esercizio e gestione dello stesso, qualora il Consiglio di amministrazione ne deliberi il versamento e nell'ammontare da questo annualmente determinato;

(ii)      a rilasciare, qualora deliberato dal Consiglio di Amministrazione, in favore della Società, una fideiussione  per un ammontare non inferiore a euro 1.500,00 (millecinquecento/00) all'ente finanziatore con il quale la Società ha stipulato la convenzione di cui all'art. 4/4.3., alle condizioni e secondo le indicazioni che saranno fissate nella convenzione stessa o a versare alla Società un contributo destinato ai fondi rischi indisponibili per valori determinati dal Consiglio di amministrazione,  all'atto dell'eventuale concessione del credito da parte delle banche e degli altri enti finanziari convenzionati. Le fideiussioni non vengono meno nel caso di perdita della qualità di socio limitatamente alle obbligazioni di garanzia della Società in essere alla data della cessazione del rapporto sociale con il socio uscente;

(iii)     a trasmettere al Consiglio di amministrazione i dati e le notizie da questo richiesti e attinenti all'oggetto sociale, e in particolare quelli relativi al rispetto dei parametri dimensionali delle piccole e medie imprese nonché all'eventuale trasferimento dell'azienda, a fusioni, scissioni, trasformazioni nonché ad altre operazioni straordinarie e alla cessazione dell'attività imprenditoriale.

(iv)      a osservare il presente statuto, i regolamenti e le deliberazioni degli organi sociali, oltre che a favorire gli interessi della Società.

Articolo 9) - Perdita della qualità di socio

9.1.    La qualità di socio si perde per morte, per recesso o per esclusione. La perdita della qualità di socio è annotata dal Consiglio di amministrazione nel libro dei soci.

Articolo 10) - Morte del socio

10.1.  In caso di morte, gli eredi del socio defunto hanno diritto di subentrare nella qualità di socio, a condizione che posseggano i requisiti previsti per l'ammissione. L'accertamento del possesso di tali requisiti è sancito con delibera del Consiglio di amministrazione.

Articolo 11) - Recesso

11.1. Il recesso del socio è ammesso con preavviso di novanta giorni dopo che sono trascorsi due anni dall'ingresso nella Società.

11.2. Il socio può recedere dalla società nei casi previsti dall'art. 2437, comma primo, c.c., dall'art. 2530, ultimo comma, c.c., e negli altri casi previsti dalla legge. Il recesso non può essere parziale.

11.3. Il socio che intenda recedere deve farne dichiarazione scritta inviata al Consiglio di amministrazione, il quale, entro 90 (novanta) giorni dalla ricezione, constata se ricorrano i motivi che a norma di legge e del presente statuto, legittimino il recesso.  Se non sussistono i presupposti per il recesso gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio che, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione innanzi al Tribunale. Gli effetti del recesso, per il rapporto sociale e per rapporti mutualistici, tra socio e società, decorrono dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda o altrimenti dalla comunicazione del provvedimento giudiziale di accoglimento della domanda, fermo quanto previsto all'art.8 comma 1 e all'art. 13.

Articolo 12) - Esclusione del socio

12.1.  Il Consiglio di amministrazione delibera l'esclusione dalla Società qualora il socio:

a)       sia sottoposto a procedura concorsuale o abbia subito condanne ad una pena che comporti la interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici;

b)       perda i requisiti di ammissione previsti dall'art.5;

c)       non versi i contributi o non presti le fideiussioni previsti dall'articolo 8, nonostante la previa intimazione della Società;

d)       abbia rifiutato, richiesto dalla Società, l'adempimento della eventuale garanzia fideiussoria ovvero il pagamento del debito;

e)       non abbia provveduto al pagamento di tutto o di parte delle azioni sottoscritte, dell'eventuale sovrapprezzo o di altre somme dovute alla Società nonostante la previa intimazione della Società;

f)        abbia compiuto atti costituenti altre gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal presente statuto;

g)       non possa più partecipare al proseguimento dell'oggetto sociale, anche a seguito della cessazione dell'attività o della messa in liquidazione.

L'esclusione del socio è altresì deliberata in caso di escussione anche provvisoria della garanzia     prestata dalla Società in relazione ai finanziamenti allo stesso concessi.

12.2.  La deliberazione di esclusione è comunicata al socio dal Consiglio di amministrazione ed è efficace dalla ricezione della comunicazione da parte di quest'ultimo. Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione al Tribunale nel termine di sessanta giorni.

Nell'ipotesi di cui al comma 1 lettera b) il socio che non abbia informato tempestivamente la società della perdita anche di uno solo dei requisiti di ammissione è responsabile per ogni danno che derivi alla Società, compresi i danni derivanti dalla circostanza che la Società si trovi a comprendere nella propria compagine sociale anche imprese che non abbiano i requisiti dimensionali propri delle piccole e medie imprese salve le ipotesi dell'articolo 5 comma 3.

 

Articolo 13) - Liquidazione delle azioni

13.1. Nel caso di recesso o esclusione al socio, o in caso di morte ai suoi eredi, viene rimborsato il solo valore nominale delle azioni sottoscritte, escluso quello derivante da attribuzioni gratuite di capitale, eventualmente ridotto in proporzione alle perdite imputabili al capitale, sulla base del bilancio dell'esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al socio uscente e al netto di eventuali posizioni debitorie del socio stesso, esistenti a qualsiasi titolo nei confronti della società.

13.2. La somma eventualmente corrisposta al momento della sottoscrizione delle azioni a titolo di sovrapprezzo rimane acquisita alla Società e permane nell'apposita riserva statutaria.

13.3. Il pagamento al socio uscente, o agli eredi, deve essere effettuato entro 180 (centottanta) giorni dall'approvazione del bilancio dell'esercizio in cui si sono verificati la morte, il recesso o l'esclusione del socio.

13.4. Qualora il socio abbia in corso operazioni assistite dalla Società, quest'ultima ha diritto di ritenere le somme liquidate ai sensi dei commi precedenti fin tanto che il socio non abbia provato di avere adempiuto a tutti gli obblighi derivanti dalle operazioni in corso mediante integrale, anche in via anticipata, estinzione delle operazioni in essere.

13.5. La Società non è tenuta al rimborso delle azioni versate, in favore dei soci receduti ed esclusi o degli eredi del socio deceduto, qualora non sia stata fatta richiesta entro il termine di prescrizione di cinque anni dall'approvazione del bilancio dell'esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.

13.6. E' in ogni caso ammessa la compensazione tra le somme dovute dalla Società al socio a titolo di liquidazione delle azioni e quelle di cui il socio sia debitore nei confronti della Società in ragione delle obbligazioni derivanti alla legge, dallo statuto o dagli interventi di garanzia.

 

Art. 14) - Responsabilità del socio uscente

14.1. Il socio che cessa di far parte della Società risponde verso la stessa per il pagamento dei conferimenti non versati per un anno dal giorno in cui l'esclusione o il recesso si è verificato.

14.2. Qualora entro un anno dallo scioglimento del rapporto sociale si verifichi l'insolvenza della Società, il socio uscente è obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto per il rimborso delle azioni.

14.3. Qualora il socio receduto o escluso abbia assunto nei confronti o nell'interesse della Società obbligazioni i cui effetti si producono anche successivamente al recesso o all'esclusione, queste dovranno comunque essere regolarmente adempiute, salvo in ogni caso il rispetto delle disposizioni dell'art. 2536 c.c.

14.4.  Le previsioni dei commi precedenti si applicano anche alle imprese socie o consorziate del confidi socio, sia nel caso in cui quest'ultimo receda o sia escluso dalla Società, sia nell'ipotesi in cui l'impresa cessi di far parte del confidi socio.

TITOLO III

Disposizioni sul patrimonio

Articolo 15) - Patrimonio

15.1.  Il patrimonio della Società è costituito:

a)       dal capitale che è variabile;

b)       dalla riserva legale indivisibile;

c)       da una riserva indivisibile formata da eventuali contributi dello Stato e di Enti Pubblici e da una parte degli utili;

d)       da eventuali altre riserve costituite anche da donazioni, lasciti ed elargizioni di associazioni e privati.

15.2. La società risponde con il suo patrimonio per le obbligazioni sociali.

 

Articolo 16) - Capitale sociale

16.1. Il capitale sociale è ripartito in azioni del valore nominale ciascuna di euro 5,16 (cinque virgola sedici). Le azioni non sono rappresentate da titoli azionari e la qualità di socio è provata dall'iscrizione nel libro dei soci.

16.2. Il Consiglio di amministrazione è delegato ad aumentare il capitale sociale fino all'ammontare richiesto per il rispetto delle disposizioni di legge e di Vigilanza.

Articolo 17) - Cessione delle Azioni

17.1.  Le azioni non sono trasferibili né è possibile costituire sulle stesse diritti reali di godimento e/o di garanzia. E' fatto salvo il diritto del socio di recedere dalla società a norma dell'art. 2530, ultimo comma, c.c. da esercitarsi, però, non prima che siano decorsi due anni dall'ingresso nella Società.

Articolo 18) - Soci finanziatori e titoli di debito

18.1.  Il Consiglio di amministrazione può deliberare, se consentito dalla legge, l'emissione di titoli di debito o di strumenti finanziari comunque denominati che prevedano il rimborso del capitale, anche condizionandolo nei tempi e nell'entità all'andamento economico della Società.

18.2.  Il Consiglio di amministrazione definisce, nel rispetto dell'art.2541 c.c. e delle altre disposizioni di legge, ed in particolare dell'art. 2514, lettera b) c.c. nel caso di offerta ai soci cooperatori, le modalità e le condizioni di emissione dei titoli e degli strumenti indicati nel comma precedente, nonchè i diritti patrimoniali e di organizzazione della categoria da attribuire al loro possesso; determina altresì le eventuali condizioni alle quali sottoporre il loro trasferimento.

18.3.  Si applicano in ogni caso i divieti, i limiti e i criteri di emissione dei titoli obbligazionari stabiliti ai sensi dell'art.58 della legge 23 dicembre 1998 n.448.

18.4. La Società può emettere strumenti finanziari che attribuiscano ai possessori la qualità di soci finanziatori solo se espressamente consentito dalle disposizioni di legge in materia di confidi.

 

Articolo 19) - Patrimoni destinati

19.1. La Società può costituire patrimoni destinati a specifici interventi o categorie di interventi in garanzia con deliberazione adottata dal Consiglio di amministrazione, se consentito dalla legge e comunque nel rispetto delle previsioni degli artt. 2447 bis e segg c.c., e di eventuali obblighi di informazione alla Banca d'Italia o ad altra Autorità, alle cui istruzioni si attiene.

 

TITOLO IV

Esercizio sociale - Bilancio - Utili

Articolo 20) - Esercizio sociale - Bilancio

20.1. L'esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

20.2. Alla fine di ogni esercizio sociale, il Consiglio di amministrazione procede alla formazione del bilancio secondo i criteri stabiliti dalla legge  e lo presenta ai soci per l'approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni, qualora la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato e qualora lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e all'oggetto della società. Le relazioni previste dagli articoli 2428 e 2429 c.c. dovranno indicare specificamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico.

Articolo 21) - Utili

21.1. Gli utili netti annuali saranno così ripartiti:

-         il 30% (trenta per cento) al fondo di riserva legale,

-         la parte residua alle altre riserve o a specifici fondi di bilancio, nel rispetto del successivo comma 21.2.

21.2. L'eccedenza attiva dell'esercizio e le riserve patrimoniali non potranno comunque essere oggetto di ripartizione tra i soci, ai quali non potranno mai spettare dividendi o interessi.

Articolo 22) - Revisione legale dei conti

22.1. Il revisore legale iscritto nel registro unico di cui all'art. 6 del D.Lgs. 27.1.2010, n. 39 provvede alla revisione legale dei conti ed a redigere la relativa relazione.

22.2. La relazione del revisore dei conti è allegata al progetto di bilancio da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea dei Soci.

TITOLO V

Organizzazione interna

Articolo 23) - Organi della Società

23.1. E' adottato il sistema ordinario di amministrazione e controllo. Sono organi della Società:

a)       l'Assemblea dei soci;

b)       il Consiglio di amministrazione;

c)       il Collegio Sindacale;

d)       il Comitato esecutivo, qualora istituito.

23.2. Gli amministratori e i sindaci devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza previste dalle disposizioni di legge e di vigilanza.

Sezione Prima - Assemblea dei soci

Articolo 24) - Assemblea generale e Assemblee separate

24.1. L'Assemblea dei soci si svolge per mezzo di un'Assemblea generale e, ove si verifichino i presupposti di legge di cui all'art. 2540 c.c., anche di Assemblee separate. L'Assemblea generale è preceduta da quelle separate, chiamate a deliberare sugli argomenti all'ordine del giorno e a eleggere i delegati che partecipano all'Assemblea generale quali portatori dei voti espressi dai soci. Gli ordini del giorno di tutte le assemblee separate e dell'assemblea generale devono contenere gli stessi argomenti.

Articolo 25) Assemblee separate

25.1.  Le Assemblee separate si riuniscono in ognuna delle province in cui la Società svolge la sua attività, sempre che vi abbia sede almeno il 30% (trenta per cento) dei soci e con la sola eccezione della Provincia di Firenze qualora vi abbia luogo l'assemblea generale. Il Consiglio di amministrazione valuta l'opportunità di predisporre nel territorio provinciale dove non si riunisce l'Assemblea separata un luogo attrezzato dalla Società per il collegamento mediante mezzi di telecomunicazione.

25.2.  Nelle Assemblee separate hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci; ogni socio ha diritto a un voto qualunque sia il numero delle azioni possedute.

25.3. Ciascuna Assemblea separata elegge tre delegati, scelti tra i soci presenti, affinché esprimano congiuntamente nell'Assemblea generale i voti favorevoli, contrari e le astensioni, manifestati dai soci in relazione a ciascuna deliberazione. I soci che hanno espresso voti risultati in minoranza possono chiedere al Presidente dell'Assemblea separata di eleggere congiuntamente un delegato portatore dei propri voti all'Assemblea generale. In tal caso gli altri delegati da eleggere si riducono a due ed esprimono solo i voti della maggioranza, oltre a riportare le eventuali astensioni.

Articolo 26) - Convocazione

26.1. Le Assemblee separate sono convocate di regola nella stessa data. In ogni caso tutte le Assemblee separate, anche in seconda convocazione, devono essere convocate almeno dieci giorni prima della data in cui è convocata l'Assemblea generale.

26.2. Le Assemblee separate sono convocate, mediante avviso di convocazione, presso la sede o l'ufficio della Società o in altro luogo della relativa provincia dal Presidente del Consiglio di amministrazione, su delibera del Consiglio di amministrazione, ovvero su richiesta di almeno un decimo dei soci con diritto di voto che indichi gli argomenti da trattare. Le Assemblee sono inoltre convocate negli altri casi previsti dalla legge o dal presente statuto.

26.3. Oltre a quanto previsto dall'art. 29, nell'avviso di convocazione delle Assemblee separate deve essere riportato l'ordine del giorno, la data e l'ora stabilite per la prima e la seconda convocazione, nonché il luogo della riunione. L'Assemblea in seconda convocazione non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima convocazione. All'avviso   di convocazione deve essere sempre unito quello dell'Assemblea generale, che deve contenere i medesimi elementi ma può indicare l'ordine del giorno anche attraverso il mero rinvio a quello delle Assemblee separate.

26.4.  La convocazione delle Assemblee separate deve effettuarsi a mezzo raccomandata, anche a mano, con avviso o ricevuta di ricevimento, nonché da affiggersi nel locale della sede sociale, almeno 15 (quindici) giorni prima dell'adunanza. La convocazione può essere effettuata anche con qualsiasi altro mezzo (quali ad es. telefax, e-mail, telegramma). In aggiunta a tale forma di pubblicità, il Consiglio di amministrazione può stabilire che l'avviso di convocazione venga divulgato mediante altri mezzi di comunicazione quali pubblicazioni sugli organi di stampa o altri periodici del movimento cooperativo o di altri organi di informazione diffusi nella zona in cui ha sede il Confidi. In ogni caso si procede alla pubblicazione di un unico avviso relativo a tutte le Assemblee separate e all'Assemblea generale.

26.5. L'Assemblea generale è convocata presso la sede sociale o in ogni altro luogo in Italia con le modalità indicate nei commi precedenti.

26.6. In mancanza delle formalità suddette, le Assemblee separate e l'Assemblea generale si reputano regolarmente costituite quando sono presenti o rappresentati tutti i soci, nell'Assemblea generale per il tramite dei delegati, e partecipa altresì alla riunione assembleare la maggioranza dei componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale. Tuttavia in tale ipotesi ciascuno dei partecipanti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.

Articolo 27) - Riunioni

27.1. Le Assemblee separate e l'Assemblea generale sono presiedute dal Presidente del Consiglio di amministrazione. In caso di assenza o impedimento del Presidente, le predette Assemblee sono presiedute dal vice Presidente del Consiglio di amministrazione. In mancanza anche di questi ciascuna Assemblea è presieduta dalla persona eletta con il voto della maggioranza dei soci presenti o rappresentati.

27.2. All'Assemblea generale possono assistere, senza diritto di voto, anche i soci non delegati dalle rispettive Assemblee separate.

27.3. Nell'Assemblea generale i quorum costitutivi e deliberativi indicati nei successivi artt. 31 e 32 sono da intendersi riferiti al numero, rispettivamente, dei soci e dei voti favorevoli rappresentati ed espressi dai delegati.

27.4. Delle riunioni assembleari deve redigersi verbale che è sottoscritto dal Presidente dell'Assemblea e dal segretario da quest'ultima nominato, salvo che il verbale sia redatto da un notaio. Nei verbali delle Assemblee separate devono anche risultare il numero dei soci aventi diritto al voto intervenuti alla riunione, i nomi dei delegati eletti per l'Assemblea generale con l'indicazione di quelli che rappresentano la minoranza e il numero delle astensioni e dei voti favorevoli e contrari relativi a ciascuna deliberazione.

Articolo 28) - Rappresentanza in Assemblea

28.1. I soci possono farsi rappresentare in assemblea solo da altri soci. La delega deve essere conferita per iscritto e deve indicare il nome del rappresentante. Ciascun socio può rappresentare sino ad un massimo di dieci soci; la rappresentanza non può essere conferita ai componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio Sindacale, ai dipendenti della Società e agli altri soggetti indicati nell'art. 2372, comma 5, c.c..

Articolo 29) - Intervento mediante mezzi di telecomunicazione

29.1.  L'intervento nelle Assemblee separate e nell'Assemblea generale mediante mezzi di telecomunicazione è ammesso, previa deliberazione del Consiglio di amministrazione, alle seguenti condizioni, delle quali deve essere dato atto nei verbali:

-         che nell'avviso di convocazione sia indicata la possibilità di intervento mediante mezzi di telecomunicazione e precisati i mezzi utilizzabili con le relative modalità, nonchè eventuali luoghi attrezzati dalla stessa Società per il collegamento;

-         che siano presenti nel luogo di convocazione dell'Assemblea almeno il Presidente e il segretario della riunione;

-         che sia consentito al Presidente dell'Assemblea di accertare l'identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell'adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;

-         che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno, nonchè di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

29.2.  In tutti i luoghi audio e/o video collegati in cui si tiene la riunione dovrà essere predisposto, anche a cura dei partecipanti, un foglio delle presenze da conservare nel libro delle adunanze e delle deliberazioni della relativa Assemblea.

Articolo 30) - Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci

30.1. L'Assemblea dei soci è ordinaria o straordinaria e delibera sulle materie ad essa riservate dalla legge o dal presente statuto.

30.2. L'assemblea ordinaria è convocata almeno una volta l'anno per l'approvazione del bilancio entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro centottanta giorni, conformemente a quanto previsto dall'art. 2364, secondo comma, c.c. In questo caso gli amministratori segnalano nella relazione al bilancio, le ragioni della dilazione.

30.3. L'assemblea ordinaria dei soci:

a) approva il bilancio di esercizio della Società e destina gli eventuali avanzi di gestione secondo il disposto dell'art. 20;

b) determina l'esatto numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione nei limiti indicati dall' art. 33, li nomina e li revoca;

c) nomina i sindaci e il Presidente del Collegio sindacale e ne determina i compensi;

d) delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;

e) determina l'eventuale sovrapprezzo delle azioni su proposta del Consiglio di amministrazione in sede di approvazione del bilancio;

f) conferisce e revoca l'incarico di controllo contabile alla società di revisione o al collegio sindacale, determinando i corrispettivi spettanti;

g) delibera sugli altri oggetti attinenti alla gestione della Società riservati alla sua competenza dal presente statuto o dalla legge e su quelli sottoposti al suo esame dal Consiglio di amministrazione.

30.4. L'assemblea straordinaria dei soci delibera sulle modifiche dello statuto, sulle trasformazioni, sulle fusioni e sulle scissioni, sulla proroga e sull'eventuale scioglimento anticipato della Società, sulle nomine e sulla sostituzione dei liquidatori e sui loro poteri, nonché su qualsiasi altro argomento devoluto espressamente alla sua competenza dalla legge o dal presente statuto.

Articolo 31) Quorum Assemblea Ordinaria

31.1. L'assemblea ordinaria è regolarmente costituita:

-         in prima convocazione: con la presenza di tanti soci che rappresentino - in proprio o per delega - almeno la metà più uno dei soci e delibera a maggioranza degli intervenuti;

-         in seconda convocazione: qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati e delibera validamente a maggioranza degli intervenuti.

31.2.  In deroga a quanto sopra, per la nomina delle cariche sociali risulteranno eletti coloro che avranno ottenuto il maggior numero di voti di preferenza, fra quelli espressi dai soci presenti o rappresentati.

Articolo 32 - Quorum Assemblea Straordinaria

32.1. L'Assemblea straordinaria è regolarmente costituita:

-         in prima convocazione: quando sia presente o rappresentata la maggioranza assoluta dei soci aventi diritto al voto, la delibera è presa a maggioranza degli intervenuti.

-         in seconda convocazione: qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega e delibera validamente con la maggioranza dei due terzi degli intervenuti.

32.2. Sono fatti salvi i casi nei quali la legge stabilisca inderogabilmente una maggioranza diversa.

 

Sezione Seconda -  Consiglio di amministrazione

Articolo 33) - Composizione del Consiglio di amministrazione

33.1. La società è amministrata da un Consiglio di amministrazione composto da un numero di membri non inferiore a 5 (cinque) e non superiore a 13 (tredici) secondo quanto stabilito dall'Assemblea ordinaria di soci.

33.2. La maggioranza degli Amministratori è scelta tra i soci o le persone indicate dalle persone giuridiche socie.

33.3. Gli amministratori durano in carica tre esercizi, salvo una più breve durata stabilita all'atto della nomina, scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili. In materia di nomina, sostituzione e revoca degli Amministratori, si applicano le norme di legge comprese le disposizioni concernenti l'accertamento e la valutazione del numero di incarichi di analoga natura.

33.4. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, si applica l'art. 2386, primo, secondo e terzo comma, c.c..

33.5. Se vengono a cessare tutti gli amministratori, l'Assemblea dei soci per la nomina dell'intero Consiglio deve essere convocata d'urgenza dal Collegio sindacale, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.

33.6. Sino a contraria deliberazione dell'assemblea dei soci, i componenti il Consiglio di amministrazione non sono vincolati dal divieto di cui all'art. 2390 c. c.

33.7.  Il Consiglio di amministrazione nomina fra i suoi membri, così come nominati dall'Assemblea, il Presidente ed un vice Presidente.

33.8. Il Presidente del Consiglio di amministrazione, in particolare:

a. convoca, su delibera del Consiglio di Amministrazione, e presiede l'Assemblea dei soci;

b. convoca e presiede il Consiglio di amministrazione e l'eventuale Comitato esecutivo, ne coordina i lavori e può invitare altri soggetti (personale e consulenti) a partecipare alle sedute consiliari senza diritto di voto;

c. propone al Consiglio di amministrazione la nomina o la revoca del Direttore generale;

d. propone al Consiglio di amministrazione l'assunzione dei dipendenti della Società ed il conferimento degli incarichi professionali a collaboratori esterni;

e. conferisce, previa autorizzazione del Consiglio di amministrazione, mandati e procure per singoli atti o categorie di atti.

 

33.9. Il Vice Presidente ha le stesse attribuzioni del Presidente in caso di sua assenza o impedimento. Di fronte ai terzi, la firma del vice Presidente fa piena prova dell'assenza e/o dell'impedimento del Presidente.

33.10. Le cariche di Presidente, vice Presidente e componente del Consiglio di amministrazione, dell'eventuale Comitato esecutivo non danno diritto ad alcuna remunerazione, salvo il rimborso delle spese sostenute in ragione dell'ufficio e salva diversa disposizione dell'Assemblea ordinaria.

Articolo 34) - Adunanze

34.1.  Il Consiglio di amministrazione si riunisce nella sede sociale o in altro luogo della Toscana, almeno due volte l'anno e comunque tutte le volte che il Presidente lo ritenga opportuno, oppure quando ne sia fatta richiesta per iscritto dalla maggioranza dei suoi membri o da due sindaci. In questi ultimi casi il Presidente deve convocare il Consiglio non oltre 30 giorni dal ricevimento della richiesta.

34.2.  Il Consiglio viene convocato mediante lettera raccomandata, telegramma, telefax, posta elettronica o altri mezzi telematici, contenente l'indicazione del giorno, del luogo e dell'ora della riunione nonché l'elenco delle materie da trattare, da spedire almeno cinque giorni prima della riunione o, in caso di urgenza, almeno un giorno prima. In mancanza delle formalità di convocazione, la riunione del consiglio è valida con la presenza di tutti i consiglieri e dei sindaci in carica.

34.3.  E' ammessa la possibilità che le adunanze del Consiglio si tengano con mezzi di telecomunicazione, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione e intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati; verificandosi questi requisiti, il Consiglio si considera tenuto nel luogo in cui si trova il presidente e dove deve pure trovarsi il segretario della riunione.

34.4. Il Consiglio è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Nel caso di parità di voti, l'argomento oggetto di deliberazione può essere riproposto. Le deliberazioni devono risultare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal segretario che ne cura la redazione.

Articolo 35) - Competenze e poteri del Consiglio di Amministrazione

35.1. Il Consiglio di amministrazione ha tutti i poteri e le attribuzioni per la gestione della Società con la sola eccezione di quelli che per legge o per statuto spettano all'Assemblea dei soci o ad altri organi della Società, e può pertanto compiere tutti gli atti sia di ordinaria sia di straordinaria amministrazione, e concludere tutti gli affari necessari, utili o opportuni per la realizzazione dell'oggetto sociale.

35.2.  Il Consiglio di amministrazione può delegare parte delle proprie attribuzioni, ad eccezione delle materie previste dall'art. 2381 del c.c. e, in particolare, ogni potere in materia di concessione di crediti e dei poteri in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci, ad un Comitato esecutivo formato da alcuni dei suoi componenti determinandone limiti e modalità di esercizio. Poteri in materia di concessione dei crediti ed in altre materie aziendali possono essere delegati dal Consiglio di amministrazione al Direttore Generale, ad altri dipendenti, determinandone limiti e modalità di esercizio. Il Comitato Esecutivo ed il Direttore generale devono informare il Consiglio nella prima seduta utile in merito ai poteri esercitati dagli stessi ed eventualmente dai dipendenti. Il Direttore Generale ed il Comitato Esecutivo devono riferire semestralmente al Consiglio di amministrazione ed al Collegio sindacale sul generale andamento della gestione e sulla prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo.

35.3. Rientrano fra i compiti del Consiglio di Amministrazione:

a. deliberare gli orientamenti strategici e le politiche gestionali;

b. deliberare sull'ammissione, sul recesso e sull'esclusione dei soci;

c. proporre all'Assemblea dei soci l'eventuale importo del sovrapprezzo sulle azioni sottoscritte dai nuovi soci;

d. istituire i fondi rischi;

e. deliberare la convocazione dell' Assemblea dei soci;

f. deliberare la conclusione e dare esecuzione alle convenzioni e agli accordi previsti dal presente Statuto;

g. effettuare ogni operazione di natura finanziaria o immobiliare, anche con enti non bancari, al fine della migliore gestione e dell'incremento del patrimonio sociale, nel rispetto di quanto previsto dall'art.4;

h. redigere il bilancio corredato da una relazione sull'andamento della gestione e curarne la presentazione all'Assemblea ordinaria dei soci per l'approvazione;

i. nominare il Comitato Esecutivo a norma del successivo art. 39 determinandone le attribuzioni

j. nominare e revocare il Direttore Generale della Società, di cui all'articolo 40;

k. nominare e revocare il Responsabile della Funzione di Revisione Interna, il Responsabile della Funzione di Conformità e i Responsabili delle altre Funzioni di controllo;

l. istituire sedi secondarie, agenzie ed uffici;

m. proporre all'Assemblea le modifiche allo statuto;

n. approvare i regolamenti che disciplinano il funzionamento della Società;

o. determinare il sistema interno delle deleghe e i criteri di attribuzione delle autonomie nelle funzioni delegate.

35.4.  Al Consiglio di amministrazione è anche demandato il potere di far concorrere alla costituzione o di far partecipare la Società, qualora lo ritenga opportuno, a fondi interconsortili e a enti, società ed organizzazioni anche commerciali volti a coordinare o potenziare le attività dei Confidi.

Articolo 36) - Attribuzioni delegate

36.1.  Sono delegate al Consiglio di amministrazione le seguenti materie di competenza dell'Assemblea:

a. l'aumento del capitale sociale fino all'ammontare richiesto dalle disposizioni di legge e di Vigilanza ;

b. gli adeguamenti dello statuto a disposizioni normative anche secondarie.

36.2. L'Assemblea conserva in ogni caso la competenza concorrente con quella del Consiglio di amministrazione nelle materie delegate e può sempre revocare le deleghe.

Articolo 37) - Rappresentanza legale. Firma sociale

37.1. La firma sociale e la rappresentanza legale della società nei confronti di terzi e in giudizio, spettano al Presidente del Consiglio di amministrazione e in sua assenza o impedimento al vice Presidente, nonché, ove nominato e nei limiti dei poteri conferiti al Direttore generale.

37.2. I soggetti di cui al precedente punto possono delegare, nei limiti dei poteri a essi spettanti, mediante procura, la firma e la rappresentanza sociale a terzi, anche non soci, ma solo per determinati atti o categorie di atti.

37.3. Il Presidente è autorizzato a nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la società davanti a qualsiasi Autorità giudiziaria e amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.

37.4. Al Direttore generale spettano i poteri di firma secondo quanto previsto dall'art.40.

Sezione Terza - Collegio sindacale

Articolo 38) - Collegio sindacale e controllo contabile

38.1. Il Collegio sindacale è composto da tre sindaci effettivi e due supplenti scelti tra soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia.

38.2. I sindaci durano in carica tre esercizi, e scadono alla data dell'Assemblea generale convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.

38.3.  Il Collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni. La riunione può svolgersi per audioconferenza o videoconferenza nel rispetto delle condizioni indicate nell'art.29, in quanto compatibili.

38.4. Le deliberazioni del Collegio sono prese a maggioranza assoluta e devono risultare da verbale sottoscritto da tutti i presenti.

38.5.  Il Collegio sindacale ha i doveri e i poteri previsti dagli artt. 2403 e segg. c.c. .

38.6.  Il controllo contabile sulla società può essere affidato al Collegio sindacale o ad un revisore o società di revisione a scelta dell'Assemblea salvo che la legge ne imponga l'esercizio da parte di un revisore contabile o di una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia e nominati dall'Assemblea.

Sezione Quarta - Comitato esecutivo

Articolo 39) - Costituzione

39.1. Il Comitato Esecutivo è composto dal Presidente del Consiglio e da un numero di consiglieri di amministrazione (minimo due, massimo quattro). I predetti membri sono nominati dal Consiglio di amministrazione e scadono al termine del loro mandato di consiglieri. Il Presidente del Consiglio assume la carica di Presidente del Comitato Esecutivo e in caso di sua assenza dal  Vice Presidente nominato dal Comitato stesso.

39.2. Le riunioni sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti; le votazioni sono prese a maggioranza dei presenti e con l'espressione di almeno due voti favorevoli. A parità di voto la proposta oggetto di delibera deve intendersi come respinta e, comunque, può essere ripresentata. Alle riunioni del Comitato assistono i Sindaci e partecipa, con parere consultivo, il Direttore generale.

39.3. Le riunioni del Comitato si potranno svolgere anche per video o tele conferenza sussistendo le condizioni previste innanzi dall'art. 29.

39.4. Delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo deve essere redatto verbale.

39.5. Il Comitato esecutivo riferisce al Consiglio di amministrazione, almeno semestralmente, sul generale andamento della gestione, sulla sua prevedibile evoluzione e sulle operazioni di maggior rilievo.

Sezione Sesta - Direttore Generale

Articolo 40) - Direttore generale

40.1   Il Consiglio di amministrazione nomina il Direttore generale definendone i poteri.

40.2.  Il Direttore Generale è capo del Personale ed ha i poteri di proposta in tale materia, ad eccezione delle questioni che riguardano direttamente lo stesso Direttore Generale.

40.3. Il Direttore Generale prende parte con parere consultivo alle adunanze del Consiglio di amministrazione e alle riunioni del Comitato Esecutivo ed ha il potere di proposta per le materie attribuite allo stesso Direttore Generale dalle disposizioni di legge e di vigilanza nonché dal Consiglio di amministrazione.

40.4. Il Direttore Generale dà esecuzione alle delibere degli organi sociali e persegue gli obiettivi aziendali secondo le indicazioni del Consiglio di Amministrazione, assicurando la conduzione unitaria della società.

40.5.In caso di assenza o impedimento, il Direttore Generale è sostituito, in tutte le facoltà e funzioni che gli sono attribuite, dal componente la direzione generale con il grado più elevato e a parità di grado secondo l'anzianità.

40.6.Il Direttore generale deve possedere i requisiti di professionalità e onorabilità previsti dalle disposizioni di legge e di vigilanza.

TITOLO VI

Scioglimento - Liquidazione

Articolo 41) - Scioglimento e Liquidazione

41.1.  La Società oltre che nei casi previsti dalla legge, può essere sciolta anticipatamente con deliberazione dell'Assemblea straordinaria dei soci.

41.2. In caso di scioglimento l'assemblea procederà alla nomina di uno o più liquidatori determinandone i poteri, ferma l'osservanza delle norme inderogabili di legge. Nel caso in cui la sopravvenuta impossibilità di funzionamento sia imputabile al mancato raggiungimento del quorum costitutivo dell'assemblea, la nomina del liquidatore spetta al Consiglio di amministrazione.

41.3. Il patrimonio residuo, dopo l'estinzione di tutte le passività e dedotto il capitale sociale versato, sarà devoluto al fondo di garanzia interconsortile al quale il CONFIDI aderisce o, in mancanza, ai fondi di garanzia di cui all'art. 13, commi 20, 21, 25, e 28 del D.L. 269/2003 convertito in L. 326/2003.

41.4. In ogni caso le obbligazioni assunte dai soci restano valide sino alla definizione di tutte le operazioni garantite dalla Società.

TITOLO VII

Clausola di conciliazione - Clausola compromissoria

Articolo 42) - Clausola di conciliazione

42.1. Nelle controversie aventi a oggetto diritti relativi al rapporto sociale, comprese quelle relative alla validità ed efficacia delle delibere assembleari promosse da o contro i soci, ovvero da o contro la società, da amministratori o liquidatori o sindaci ovvero nei loro confronti verrà esperito un preventivo tentativo di conciliazione disciplinato dal regolamento di conciliazione della Camera di Commercio di Firenze.

42.2. Nel caso in cui il tentativo di conciliazione fallisca, le medesime controversie saranno risolte con arbitrato a norma del successivo articolo 43.

Articolo 43) - Clausola compromissoria

43.1. Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra i soci, ovvero tra i soci e la società, nonché quelle promosse da amministratori o liquidatori o sindaci ovvero nei loro confronti, che abbia ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, compresi quelli relativi alla validità ed efficacia delle delibere assembleari, ad eccezione di quelle nelle quali la legge prevede l'intervento obbligatorio del pubblico ministero, dovrà essere risolta da un collegio arbitrale, composto da tre arbitri nominati dalla Camera Arbitrale istituita presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Firenze, che deciderà in via rituale e secondo diritto. Detto organo arbitrale sarà costituito ed agirà secondo il regolamento della "Camera Arbitrale di Firenze" che sarà in vigore nel momento in cui sarà attivato il procedimento.

43.2. Le controversie il cui valore non ecceda euro 50.000,00 (cinquantamila/00) saranno risolte da un arbitro unico, nominato come previsto al precedente comma, secondo la procedura di Arbitrato Rapido della Camera Arbitrale della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Firenze, che decide in via rituale e secondo diritto.

43.3. Resta fin d'ora stabilito irrevocabilmente che le risoluzioni e determinazioni del collegio arbitrale o dell'unico arbitro vincoleranno le parti.

43.4. Per quanto non previsto, si applicano le disposizioni del Decreto Legislativo 17 gennaio 2003 n. 5.

TITOLO VIII

Disposizioni generali e finali

Articolo 44) -Rinvio

47.1. Per quanto non previsto dal presente statuto, si rinvia alle disposizioni del codice civile e delle leggi speciali vigenti in materia di confidi e di società cooperative

 

 

 

Per contatti: confidi@confidimpresetoscane.it